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NowRuz: il capodanno iraniano 2
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Altre tradizioni di NowRuz aggiunsero elementi ulteriori
alle gesta di Jamshid, narrando che il grande re si era costruito un carro a
bordo del quale attraversava i cieli; una volta viaggiò così dal Damavand sino
a Babol, sulla costa del Mar Caspio, e tutta la gente si raccolse per vederlo
passare: il NowRuz costituirebbe tra l'altro anche la festosa celebrazione annuale
di quel passaggio. E vi è chi racconta che nel suo peregrinare celeste, Jamshid
si recava a volte anche nell'Azarbay-djan, dove si fermava, assidendosi su un
trono d'oro che la popolazione locale trasportava sulle spalle: il NowRuz sarebbe
dunque la ricorrenza del giorno in cui, grazie alla presenza di Jamshid, il
trono sfavillava davanti al sole.
La figura di Jamshid compare in molte delle leggende relative al NowRuz.. Birouni,
citando un sacerdote zoroastriano, informa che la canna da zucchero fu scoperta
in Iran nel giorno di NowRuz, quando Jamshid assaggiò un poco della linfa secreta
dal suo fusto: la trovò dolce, e ordinò di lavorarla sino a produrne zucchero.
Lo zucchero divenne così un popolare bene di scambio, e da quel tempo si usa
confezionare dolcetti ed offrirli per il Capodanno. Al concetto di dolcezza
si collega anche la credenza popolare secondo cui, se ci si sveglia la mattina
del NowRuz e in silenzio si assaggia un pò di miele prendendolo con tre dita
e si accende una candela, si verrà preservati dalle malattie. Birouni cita inoltre
Ibn Abbas per introdurre una delle tradizioni che illustrano il fondersi della
tradizione iranico-zoroastriana del NowRuz con l'Islam.
Un giorno qualcuno offerse al Profeta dell'islam Mohammad (la pace sia con lui
e con la sua famiglia) un dolce su un piattino di rame, ed il Profeta chiese
spiegazioni. Gli fu riposto che quel giorno era NowRuz. Il Profeta domandò che
cosa fosse NowRuz. La grande festa degli Iraniani, gli fu detto. "Io so - ribattè
il Profeta - che la giornata di oggi ricorda il momento in cui l'Onnipotente
resuscitò Askareh". "Ma che cos'è Askareh?" - gli domandarono a loro volta
i suoi ospiti. E il Profeta spiegò che un tempo migliaia di persone avevano
lasciato la loro terra per paura della morte e si erano recate nel deserto;
ma proprio laggiù Dio aveva ordinato che morissero, ed erano morte tutte sull'istante.
Subito però l'Onnipotente, impietositosi, aveva ordinato alle nuvole di versare
acqua sui loro corpi, perché tornassero in vita, e tutta quella gente era resuscitata
(probabilmente da questo deriva l'usanza di spruzzare l'acqua il giorno di Capodanno).
Terminata la spiegazione, il Profeta dell'Islam divise quel dolce fra tutti
i presenti (da qui l'abitudine di offrire doni per NowRuz) e disse: "Vorrei
che ogni giorno fosse NowRuz".
Secondo il sesto Imam degli Shi'iti, imam Jafar ibn Muhammad Sadiq (la pace
sia con lui), NowRuz fu il giorno in cui Dio strinse un patto con gli uomini
a Lui fedeli, i quali promisero di non avere mai altro Dio che Dio (ovvero accettarono
il monoteismo) e di credere nei suoi Profeti, nei suoi comandamenti e negli
Imam (dello Shi'ismo); fu inoltre il giorno in cui l'arca del Profeta Noè toccò
finalmente il monte Ararat dopo il diluvio universale; ed anche il giorno in
cui il Profeta Abramo distrusse gli idoli dei pagani.
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