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NowRuz: il capodanno iraniano 1
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NowRuz è il Capodanno persiano che cade il primo giorno del
mese di Farvardin, in una data corrispondente al 21 marzo del calendario cristiano
(la data si mantiene fissa grazie all' introduzione dell'anno bisestile nel
calendario solare persiano), giorno considerato in Occidente come l'inizio della
primavera perché segnato dall'equinozio ascendente. Nella lingua Farsi, Now
significa "nuovo", Ruz "giorno"; e il termine Ruz è il risultato della contrazione
del nome di Hormozd, a sua volta derivante per contrazione dal nome di Ahura
Mazdah, il "Signore Saggio" degli zoroastri: spiegazioni, queste, fornite già
in epoca medievale da Abu Reyhan al-Birouni, grande storico, scienziato, matematico,
astronomo e letterato persiano nato a Kharazm nel 983 d.C. e morto nel 1061.
Rinvigorita dall'avvento dell'Islam, la tradizione del NowRuz è oggi più che
mai vitale in Iran, dove dà vita ad una delle festività più care alla popolazione.
Nel versetto 164 della sura di Baghara del Sacro Corano si recita: "Nella creazione
dei cieli e della terra, nell'alternarsi del giorno e della notte, nella nave
che solca i mari carica di ciò che è utile agli uomini, nell'acqua che Dio fa
scendere dal cielo, rivivificando la terra morta e disseminandovi animali di
ogni tipo, nel mutare dei venti e delle nuvole costrette a restare tra il cielo
e la terra, in tutto ciò vi sono segni per la gente dotata di intelletto".
Grazie allo studio del Sanscrito e alla profonda conoscenza della cultura della
Persia e dell'India del suo tempo, Birouni offre, a proposito del NowRuz, una
grande quantità di informazioni, soprattutto nei libri Asar Al-Bagiah e Al-Qanun
al-Masoudi (qui, in particolare, egli spiega il NowRuz dal punto di vista delle
tecniche di calcolo dei calendari). Da Birouni apprendiamo che nel NowRuz si
identifica il giorno in cui l'Angelo della vittoria incoraggiò lo spirito umano
a creare cose sempre nuove, e che dunque la ricorrenza esprime una grande ricchezza
di benedizioni: in questa notte - racconta Birouni citando Sayd Ibn Fazi - dal
monte Damavand, l'altissima cima che domina Teheran, si sprigionano scintille,
e vi è chi giura di aver visto una fiamma alzarsi dal pinnacolo del ghiacciaio.
Secondo altri, pure citati nei medesimi libri, il NowRuz deve essere ricollegato
al re Jamshid, figlio di Tahmuress, che nel giorno stesso in cui salì al trono
per governare quasi tutto il mondo (in un'epoca precedente l'impero degli antichi
Medi) varò alcune riforme religiose: il popolo, gradendo tali ri-forme, trasformò
la ricorrenza di quel giorno, che aveva rinnovato la vita della comunità, in
una festa - la festa di NowRuz. La ricorrenza venne poi osservata anche dagli
antichi re e i festeggiamenti furono organizzati secondo una speciale gerarchia:
il primo giorno era detto appartenere ai monarchi, il secondo agli aristocratici,
il terzo ai funzionari del re, il quarto ai servitori di corte, il quinto agli
abitanti delle città e il sesto ai contadini. Presso i Sassanidi (iii-vii secolo
d.C.) però, come ricorda Birouni, il primo giorno di NowRuz il re chiamava a
raccolta il popolo, invitandolo alla fratellanza; il secondo egli si occupava
dei problemi della popolazione rurale; il terzo giorno apparteneva al clero
e ai soldati, il quarto alla famiglia reale, il quinto ai servi del re, che
proprio allora venivano gratificati o promossi di rango, e il sesto al monarca
in persona.
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